La tua azienda sa già tutto. L’AI no.
Processi che vivono nella testa delle persone, documenti sparsi, competenza che esce dalla porta a ogni turnover. Finché resta così, ogni strumento AI che introducete lavora al buio. Formo il team e costruiamo il second brain che gli agenti possono leggere davvero.
La conoscenza dell’azienda c’è già. Manca un posto da cui gli agenti possano leggerla.
La formazione serve quando l’azienda vuole ridurre improvvisazione, rischi e dispersione. Il punto di partenza è la conoscenza reale dell’azienda: dove si trova e come renderla leggibile da un agente.
Conoscenza solo in testa alle persone
Processi, casi ed eccezioni che nessuno ha mai scritto: se una persona se ne va, se ne va anche il metodo.
Output di cui è difficile fidarsi
L’AI produce testi, analisi e idee, ma senza un second brain da cui partire il team non sa come verificarli e correggerli.
Entusiasmo che si spegne
Dopo la demo iniziale resta poco: qualche prompt copiato, nessun archivio comune, pochi cambiamenti reali.
Dal secondo cervello passivo — che leggete voi — al cervello agentico, che lavora al posto vostro.
Il programma porta a casa competenze applicabili, ma soprattutto le fondamenta del second brain aziendale: cosa ci va dentro, come si struttura, come lo leggono gli agenti.
Un second brain operativo
Materiali organizzati per essere letti e usati direttamente da un agente, oltre che consultati da una persona.
Workflow concreti
Ricerca, contenuti, analisi, presentazioni, documenti, report e processi ripetitivi.
Uso responsabile
Il second brain gestisce l’archivio. Le decisioni restano al team, con regole esplicite su dati, fonti, allucinazioni e revisione umana.
Prossimi passi chiari
Una roadmap realistica per continuare: formazione, laboratorio, setup del second brain o affiancamento.
Formazione e percorsi per aziende, academy, ordini professionali e team.
Esperienze con team marketing, board, academy, ordini professionali e contesti retail: dall’introduzione all’AI fino ai workflow operativi.
Tre modi di entrare, in base a quanto il team è già pronto.
Il corso base crea la base comune in una sessione da 4 ore. Il percorso ad hoc affronta un problema specifico. Officina AI costruisce il second brain della tua azienda e lo fa evolvere nel tempo con coaching continuativo.
Corso base AI
Una sessione compatta per allineare il team su opportunità, limiti e uso pratico dell’AI generativa.
- Dal secondo cervello passivo al cervello agentico: cosa cambia con gli agenti AI.
- Prompting: metodo, esempi, errori da evitare.
- Cosa rende un second brain leggibile da un agente, e cosa no.
- Regole base per qualità, fonti e controllo umano.
Percorsi formativi ad hoc
Quando il corso base non basta perché il problema è specifico: un reparto, uno strumento, un processo da cambiare davvero.
- Contenuto costruito sui vostri casi reali, non su esempi generici.
- Formato flessibile: sessione singola, ciclo di incontri, affiancamento su un processo specifico.
- Adatto a un reparto, una funzione o un gruppo con esigenze diverse dal resto dell’azienda.
- Prima call per definire scope, formato e durata più adatti.
Officina AI
Costruzione del cervello operativo della tua azienda — il second brain su cui i tuoi agenti lavorano davvero — più un percorso di coaching per farlo evolvere nel tempo.
- Setup: portiamo la conoscenza sparsa dell’azienda dentro un second brain che gli agenti sanno leggere e usare.
- Coaching continuativo: sessioni ricorrenti per far evolvere il sistema e correggere cosa non funziona.
- Percorso selettivo: l’ingresso passa sempre da una call di qualificazione, per capire se è il momento giusto.
- Pensato per chi ha già superato la fase corso e vuole un sistema che regge nel tempo.
La sequenza è semplice: diagnosi, base comune, scelta del percorso, continuità.
Ogni passaggio riduce una frizione: confusione iniziale, difficoltà di applicazione, rischio di output deboli, perdita di continuità dopo la formazione.
Diagnosi
Capisco livello del team, strumenti già disponibili, vincoli e processi prioritari.
Base comune
Fondamenti, prompting, cos’è un second brain, limiti, esempi guidati e regole minime di utilizzo.
Scelta del percorso
In base a obiettivi e urgenza, si prosegue con un percorso ad hoc su un processo specifico o con Officina AI per costruire il second brain vero e proprio.
Continuità
Materiali riutilizzabili e, se il percorso è Officina AI, coaching continuativo per non disperdere quanto costruito.
Ha senso se vuoi rendere l’AI utilizzabile nel lavoro, con pragmatismo.
Non tutti hanno bisogno dello stesso livello di intervento, e non tutti sono pronti per un percorso profondo.
Per chi è adatta
Aziende, academy, studi professionali e team che vogliono formare persone operative, manager o funzioni miste senza scivolare nel corso generico su ChatGPT — con un percorso ad hoc quando serve qualcosa di più mirato.
Per chi è prematura
Realtà che cercano solo una demo spettacolare, non hanno tempo per applicare i casi o vogliono una lista infinita di tool senza cambiare processi.
Sono Andrea Giorgi. Aiuto team e professionisti a usare l’AI con metodo, dentro processi che restano anche dopo il corso.
Arrivo da marketing, SEO e contenuti. Oggi lavoro su AI generativa, workflow agentici, sistemi di conoscenza e processi aziendali. Questo mi permette di collegare tecnologia, lavoro reale e risultati, senza trasformare la formazione in una lezione tecnica fine a se stessa.
Le domande che di solito emergono prima di iniziare.
Serve già usare strumenti AI?
No. La sessione introduttiva parte da una base comune. Se il team è già avanzato, spostiamo il peso su casi, processi e governance.
Si lavora sui nostri materiali?
Nei percorsi ad hoc e in Officina AI sì: è da lì che si costruiscono il caso specifico o il second brain. Nel corso base uso esempi guidati e, quando possibile, casi vicini al vostro contesto.
Online o in presenza?
Entrambi. La scelta dipende da numero di partecipanti, obiettivi e livello di interazione richiesto.
Cosa succede dopo le 4 ore?
Tre strade possibili: ci si ferma al corso base, si costruisce un percorso ad hoc su un problema specifico, oppure si passa a Officina AI — costruzione del second brain su misura, con coaching continuativo.
Che differenza c’è tra un percorso ad hoc e Officina AI?
Il percorso ad hoc è formazione mirata su un problema o processo specifico, con un formato flessibile e un inizio e una fine definiti. Officina AI è un lavoro più ampio, con un orizzonte diverso: si costruisce il second brain dell’azienda e lo si fa evolvere nel tempo con coaching continuativo, mese dopo mese.
Come funziona l’ingresso in Officina AI?
Si parte da una call di qualificazione: capiamo il livello del team, cosa esiste già e se è il momento giusto per costruire il second brain.
Non rischiamo di perdere il controllo se deleghiamo tutto all’AI?
Il second brain gestisce la memoria e l’archivio. Le decisioni restano al team: è il punto su cui insisto di più nella formazione.
Partiamo da una diagnosi: capiamo qual è il livello giusto — corso base, percorso ad hoc o Officina AI.
La call serve a capire livello del team, obiettivi, vincoli e casi d’uso. Da lì decidiamo insieme il formato più adatto: il corso base, un percorso su un problema specifico, o l’ingresso in Officina AI.
